Arch and Art, l’opera collettiva e i materiali della tradizione: mattone e pietra

Nei giardini della Triennale di Milano, cinque installazioni per rimettere a dialogo l'arte contemporanea e l'architettura. Nelle tre opere di Chipperfield, Kollhoff e Venezia il comune denominatore sono i rivestimenti con materiali tradizionali.

Dal 2 aprile 2016 i giardini della Triennale di Milano ospitano un progetto che ha come protagonisti dieci maestri dell’architettura e arte contemporanea. Arch and art, ideato da Assolombarda Confidustria Milano Monza e Brianza, realizzato da Domus e prodotto in collaborazione con la Triennale, si concretizza nell’opera collettiva (composta di cinque installazioni) di dieci coppie di maestri: David Chipperfield e Michelangelo Pistoletto, Michele De Lucchi ed Enzo Cucchi, Hans Kollhoff e Mimmo Paladino, Eduardo Souto de Moura e Jannis Kounellis, Francesco Venezia ed Ettore Spalletti.

Arch e Art nasce con l’obiettivi di rimettere a contatto le due discipline dell’arte e dell’opera architettonica. E dal nostro punto di vista questo spunto si arricchisce di un terzo elemento, che è l’elemento sintattico condiviso da tre delle installazioni, a cui abbiamo partecipato con l’esecuzione dei lavori: i rivestimenti in mattone tradizionale e pietra naturale.

È il caso dei manufatti progettati da David Chipperfield, Han Kollhoff e Francesco Venezia.

Il padiglione di David Chipperfield è «una “casetta” che ne contiene un’altra, quella di Michelangelo Pistoletto […] Raccontano le due facce di un’unica idea, due cose che si completano a vicenda».

Dal punto di vista costruttivo, i rivestimenti sono realizzati in mattone facciavista pieno SanMarco, tipo a mano, tagliato per mostrare la presenza di inserti materiali nell’impasto, che dà vita a una superficie vibrante. Dove proprio questi inserti punteggiano una campitura di fondo resa omogena dalla malta colorata a campione per richiamare il colore di base dell’impasto.

Hans Kollhoff ha progettato un volume dove convivono mattone “nordico” (un laterizio prodotto in olanda, associato a una malta scura) ed elementi lapidei: pietra Serena per zoccolature, gradini e soglie d’ingresso al padiglione, pietra di Vicenza per colonne, capitelli, timpani e fasce. I pavimenti sono realizzati invece con bianco Carrara e Bardiglio imperiale, entrambi levigati.

Nell’opera di Francesco Venezia s’intromette un altro materiale della tradizione: il legno. Che accostato agli inserti in pietra di Travertino italiano tiene «traccia della perenne aspirazione che muove l’architettura in legno a impietrirsi». Dal punto di vista tecnico, è interessante il ricercato gioco mimetico tra le venature del legno e quelle della pietra.

APPROFONDIMENTI

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